Presentato nella boutique Tiffany di Milano l’abito da sposa con filo di platino by Domo Adami

tiffany_adami1

Puro, raro, eterno: non sto parlando dell’amore tra due giovani sposi ma questi aggettivi, oltre a calzare a pennello a loro, sono le qualità di un metallo prezioso tra i più esclusivi, ovvero il platino. Proprio quest’ultimo è stato il protagonista di due eventi molto esclusivi ed importanti che settimana scorsa si sono succeduti nel cuore di Milano.
In occasione infatti del suo 175° anniversario, Tiffany & Co., in collaborazione con Platinum Guild International, ha celebrato il platino con due eventi nelle boutique milanesi – giovedì 8 novembre in Via della Spiga 19/A e venerdì 9 novembre all’Excelsior Milano in Galleria del Corso 4 – dedicati alle collezioni di gioielli in platino e alla straordinaria versatilità di questo metallo.

Ma la maison Tiffany & Co., considerata l’esponente più autorevole nel mondo sin dal 1926, non è stata l’unica protagonista di questi eventi, che hanno omaggiato sì questo metallo ma lo hanno fatto in un’inedita chiave di lettura: proponendo una selezione dei loro gioielli più esclusivi affiancati da modelli raffinati firmati Domo Adami, brand leader nel settore wedding, realizzati proprio con uno speciale filo di platino.

Nella suggestiva boutique di Via della Spiga si è tenuto il press day per presentare in esclusiva questa nuova collezione di moda per le spose più esigenti, abbelliti ancor più da una selezione di gioielli della maison dall’eleganza senza tempo.

Ecco allora che in una mattina d’inverno a Milano i rappresentanti della stampa italiana sono stati accolti da quattro preziosissime spose che hanno incarnato ciascuna uno stile differente da quella più romantica con un’ampia gonna di tulle, a quella minimal con un abito-sottoveste in seta, fino a quella più estrosa con una proposta di abito estremamente corto che ricorda un po’ i tutù del balletto classico.

Star dell’evento Mauro Adami, stilista ed esperto di bridal a 360 gradi, che con questa partnership con Tiffany e Platinum ha confermato ancora una volta il suo ruolo da protagonista nel settore e la sua professionalità sartoriale proposta in questi anni in mille modi differenti.
Il press day è state allietato dalle propose gourmet di Federico Salza Catering che ha creato per l’occasione una speciale wedding cake dedicata alla maison di gioielli.
All’indomani di questo evento il successo si è replicato nella moderna e avvenieristica location di Galleria Excelsior in cui ad accogliere ospiti e curiosi sono stati tre grandi carillon a forma di scatola del famoso brand di gioielli da cui uscivano fili di perle e ruotavano i modelli di Domo Adami.
Lo stilista ha così confermato il proprio successo proponendo in una serata glamour che ha attirato giornalisti, stranieri, semplici curiosi e addetti al settore, i suoi modelli più preziosi che sono certa troveranno presto moderne Cenerentole attirate dall’idea di vestire abiti creati solo per pochi.

L’interesse della maison Tiffany per questo metallo non è però cosa nuova. Nel 1886 infatti Charles Lewis Tiffany creò il primo anello di fidanzamento della storia: Tiffany Setting, in platino con sei griffe che esaltavano la luce e la purezza del diamante. Il risultato è un anello dalla luminosità spettacolare, mai stata eguagliata. Ancora oggi, dopo più di un secolo, Tiffany Setting è l’anello di fidanzamento più famoso e più desiderato al mondo. Un anello in platino e diamanti, simbolo dell’amore eterno. Il matrimonio tra platino e diamanti sembra essere perfetto proprio per il fatto che questo metallo esalta la perfezione della pietra preziosa per eccellenza come nessun altro.
Non solo engagement e bridal però. I designer Tiffany & Co. da sempre infatti prediligono il platino per le creazioni più spettacolari. Jean Schlumberger ha realizzato nella sua carriera stupefacenti gioielli ispirati alla natura, oltre alle due celebri montature in platino per il leggendario Tiffany Diamond, uno dei diamanti gialli più straordinari al mondo: la Ribbon Rosette Necklace, indossata da Audrey Hepburn per la promozione del film ‘Colazione da Tiffany’ e l’originale spilla Bird on the Rock. Tiffany sceglie solo il meglio per i suoi clienti e oggi è l’unico brand di gioielleria al mondo che utilizza quasi esclusivamente il platino per le sue creazioni, dall’alta gioielleria al prêt-à-porter.
Il platino è così duttile che con un grammo di metallo si può produrre un filo lungo quasi 2 chilometri. Questa qualità, abbinata alla sua durezza, ha permesso a Tiffany & Co. di utilizzarlo per creazioni e lavorazioni straordinarie, che non avrebbero potuto essere realizzate con altri metalli preziosi.

Milano ha quindi ospitato questa emozionante presentazione organizzata da Tiffany, Platinum e Domo Adami. Una sfilata di gioielli e abiti all’insegna del prezioso metallo, interpretata e presentata da Mauro Adami “Wedding Creative & Global Stylist”, anima creativa di DOMO ADAMI che da sempre, grazie al suo talento e alla freschezza della sua creatività, utilizza la ricchissima stoffa creando fantastici vestiti da sogno. Abiti in platino con gonne ampie, vaporose con balze in tulle e ancora, abito in satin bianco tagliato in sbieco con spalline create dalle iconiche catene in platino della collezione Diamond By the Yard disegnata da Elsa Peretti per Tiffany & Co

Credit foto Photo27

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Una risposta a “Presentato nella boutique Tiffany di Milano l’abito da sposa con filo di platino by Domo Adami

  1. Gentile blogger,
    nel suo articolo ha usato più di un termine inglese per definire semplici parole come “matrimonio”, “torta nuziale”, “presentazione alla stampa”, and so on…
    Non le sembra un po’ eccessivo?
    In fin dei conti siamo in Italia, e nonostante ci sentiamo un po’ tutti fashion addicted, quel che è troppo è troppo.
    Una volta lessi un articolo piuttosto buffo ma assai veritiero sull’utilizzo dei termini inglesi nei colloqui di lavoro, e il giornalista di cui non ricordo il nome, prendeva allegramente in giro questi manager d’assalto che utilizzavano anche in modo improprio termini incomprensibili ai più, per definire alle volte semplici parole.
    Ecco, me l’ha fatto venire in mente dopo tanti anni e mi permetta, da lettrice curiosa, di darle un consiglio: utilizzi di più la nostra bellissima lingua, per essere fashion non basta e non serve usare parole straniere, son cose da vetrinista.
    Un saluto
    Liquirizia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *