Ora ci si sposa in radio: il giorno del sì di due spose on air a Pinocchio su Deejay

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Ormai ne abbiamo viste davvero di tutti i colori in fatto di location dove dirsi sì. Dal mare ai monti, dai musei agli acquari, da un elicottero alla sala di un cinema ma certo in una radio non si era ancora visto nulla del genere. E così il 2 maggio gli spazi di Via Massena, dove si trova Radio Deejay, si sono trasformati in tutto e per tutto nella perfetta location dove sposarsi.
A fare in modo che questo accadesse tre deejay che hanno fatto dello stare vicino ai propri ascoltatori, emozionandosi con loro e vivendo le loro storie, il loro marchio di fabbrica ovvero La Pina, Diego e La Vale.
I protagonisti di Pinocchio, il programma radiofonico del drive time di Radio Deejay, ci devono aver preso gusto in fatto di confetti e wedding cake perché già l’anno scorso avevano sbalordito una coppia di ascoltatori, recandosi, in perfetto stile carrambata, al loro matrimonio.
Ma questa volta i tre mattatori dell’emittente hanno portato le nozze in casa, sconvolgendo la routine quotidiana.
Non si è trattato però di un matrimonio classico solo per quanto riguarda la location. A fare notizia infatti sono le protagoniste di questo matrimonio: a dirsi sì infatti Giada e Serena, una coppia insieme da molti anni e con due bambini.
In presenza dei loro due gemelli, dei genitori e delle amiche, e in assenza totale di una legge, le spose hanno detto sì.
A celebrare le nozze ci ha pensato proprio La Pina, con tanto di fascia rainbow al collo, Diego e La Vale.
Se volete vedere il video dell’evento, realizzato da Diego Linciano e Gigi Bulzomì, ecco qui il link .

Ho avuto il piacere di intervistare la Pina qualche giorno fa e in merito alle nozze mi aveva detto: “Da tempo “celebriamo” queste unioni al telefono, ora abbiamo deciso che è arrivato il momento di portarle direttamente in radio per dare un valore maggiore al gesto e a questo momento tanto importante per la vita di una coppia, qualunque essa sia. Faremo tutto per bene: allestiremo tutta la sala, ci sarà un rinfresco, una wedding cake specialissima e infine Giada e Serena potranno anche andare in luna di miele grazie a noi“.

Al taglio della torta nuziale con i famosi colori rainbow e il cake topper a tema le due spose tra una lacrima e molte risate si sono lasciate andare all’emozione per un momento che hanno vissuto con profonda commozione, ringraziando Pinocchio per la possibilità davvero unica.

Questa unione arriva per la trasmissione un po’ come una ciliegina sulla torta poiché è di questi giorni la notizia della candidatura di Pinocchio alla prima edizione italiana dei Diversity Award, il premio dedicato ai media che trattano il tema gay.

Ma non finisce qui. “Vogliamo farne altri” mi confida La Pina.
Intanto sul cielo di Via Massena un volo di palloncini bianchi e oro sorvola gli alberi con la gioia di un momento speciale per una radio e per le persone coinvolte.
E nel frattempo a chiusura dell’intervista mi dice: “Io di questo lavoro non mi stanco mai. Di fare la deejay e di mio marito“.

Che dire? Viva gli sposi o in questo caso le spose!

A Milano nasce la prima Colomba Rainbow contro l’omofobia e già si pensa alle wedding cake a tema

Tempo di Pasqua e già sugli scaffali di negozi e supermercati è un tripudio di uova di cioccolato e leccornie, ma c’è chi quest’anno ha pensato a dare un tocco in più al dolce della tradizione.
E’ nata infatti in una storica e frequentatissima pasticceria ai bordi della periferia di Milano la prima Colomba Rainbow: diversa non nel gusto o negli ingredienti, ma semplicemente nell’incarto decorato con gli ormai noti nastri color arcobaleno divenuti protagonisti già a Sanremo e simbolo della campagna a favore del Decreto Cirinnà.
Un dolce contro l’omofobia insomma nato dall’idea della Sommelier Diana Zerilli e da Gianni Paci, anima e motore della Pasticceria Graziano di Baggio.

Erano ancora in forno e già facevano parlare di sé queste colombe, tanto che tv, giornali e blog si sono interessati a questo laboratorio di dolci che ogni giorno produce brioche e torte capaci di far arrivare da lontano centinaia di affezionati.

La Colomba Rainbow entra di diritto nelle novità di questa Pasqua 2016, perchè, oltre ad essere prodotta artigianalmente con ingredienti di primissima qualità , ha un impasto davvero particolare grazie all’aggiunta di Vernaccia di San Gimignano della Cantina Mormoraia, che conferisce al dolce un sapore unico e una fragranza eccezionale. Continua a leggere

A Lourdes San Valentino è per tutti, anche per le coppie gay

Un dépliant che recita: “Un week-end per le coppie. Venite a Lourdes per dirvi: ti amo“.
Niente di strano se non fosse che l’invito sia per uno dei luoghi sacri per eccellenza, simbolo della fede cristiana.
A distribuirlo nelle scorse settimane la diocesi di Tarbes e Lourdes. Sul foglio campeggia l’immagine di un uomo e di una donna, con una sorta di Cupido al loro fianco.
A suscitare qualche polemiche già di per sé poteva essere l’uso da parte della Chiesa di una festività di tipo commerciale, come quella degli innamorati che si festeggia ogni anno il 14 febbraio.
In realtà a far scalpore è però il fatto che a Lourdes siano invitate oltre tutte le coppie, ma proprio tutte, anche quelle gay.
Sabato e domenica infatti al famoso santuario sono attesi migliaia e migliaia di innamorati. Tra loro anche coppie omosessuali, come specificato da Thierry Castillo: “L’appello è indirizzato a tutte le coppie: sposate, non sposate, omosessuali e così via”, precisando che tuttavia“non sarà impartita una benedizione”.

Un grande segno di apertura insomma che parte proprio da uno dei luoghi simbolo della fede cristiana.
Il rettore del santuario, Padre André Cabes, rettore del santuario, ha infatti lui stesso parlato di apertura: “Il miracolo di Lourdes è quello di un incontro, di Bernadette Soubirous con la Vergine: in questo senso vogliamo celebrare ogni tipo di incontro”. Continua a leggere

In nome dell’amore adesso arriva il “matrimonio a tre”

Guardando le foto pubblicate sul The Daily Mail sembrano essere i membri di una nuova boyband invece si tratta di ben altro.
In un momento in cui le unioni civili e il diritto di sposarsi per le coppie gay sono temi sulla bocca di tutti, ecco che dall’altra parte del mondo c’è chi va oltre perché se dieci anni fa era “diverso” veder convolare a nozze due persone dello stesso sesso, ora l’ultima frontiera del matrimonio sembrano essere le nozze a tre.

Il primo sposalizio gay tra tre uomini ha avuto infatti luogo in Thailandia, dove tre persone gay si sono unite in matrimonio.

Giovani e belli i tre ragazzi, Joke, 29 anni, Bell, di 21 e Art di 26, sono convolati a nozze nel corso di una cerimonia buddhista simbolica.
La Thailandia è un Paese piuttosto tollerante nei confronti dei diritti delle persone omosessuali e transessuali, nonostante i matrimoni tra persone dello stesso sesso non siano legalizzati. E ora questo Paese sembra essere la Patria di un nuovo trend.

Bell, uno dei tre sposini, ha dichiarato in un’intervista: “Credo proprio che siamo i primi tre uomini a sposarsi tra di loro nel mondo. Alcune persone potrebbero non approvare la nostra scelta, ma secondo noi la maggior parte comprenderà e accetterà la nostra scelta. L’amore è amore, dopotutto.

Joke e Art, già coppia da tempo, hanno conosciuto Bell, il più giovane, e subito è scoccato l’amore.

In nome dell’amore cosa dovremo aspettarci ora? Se amore è diritto ad amare e a farlo in maniera ufficiale, davanti allo Stato e al resto del Mondo, ecco allora dovremo aspettarci tra qualche anno matrimoni tra gruppi di persone, amici, persone e animali e chissà cos’altro?
L’amore è meraviglioso in ogni sua forma, basterebbe non dargli un nome e un’etichetta, perché l’anarchia dei sentimenti porta solo confusione. E a volte sembra essere fatto solo per far notizia.

Matrimonio, adozioni e famiglia: dopo le piazze, il Pirellone e i toni forti ora la parola va ai diretti interessati con un’intervista multipla da leggere tutta d’un fiato

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Se come scrisse Shakespeare in Troppo rumore per nulla “Il silenzio è il più perfetto araldo della gioia” di chiasso in questi giorni se n’è fatto molto per parlare di qualcosa che dovrebbe riguardare l’amore e la felicità. Prima la criticata scritta sul Pirellone a sostegno del Family day, poi il selfie con dito medio e bacio tutt’altro che saffico ai piedi del palazzo incriminato, infine le piazze gremite con le sveglie in mano a rivendicare diritti per le coppie gay in nome del sentimento ma non solo.
Tutti hanno parlato chi con toni troppo accesi e chi sguaiatamente quando invece è con tutt’altri modi che l’umanità ha conquistato i propri diritti più importanti: non striscioni dai volgari insulti alle istituzioni, non lascivi comportamenti da adolescenti davanti alle istituzioni pubbliche e nemmeno boicottando aziende che rappresentano il fiore all’occhiello del nostro Paese per il solo fatto di essere pro Family Day.
Ognuno sembra avere ben chiara in testa un’opinione e come sempre in Italia sembra che essa sia o bianca o nera, senza nessuna possibilità di sfumature e mediazioni e questo a parer mio è assurdo soprattutto quando si parla di temi importanti come il matrimonio, l’amore o quando addirittura si chiamano in causa perfino i bambini.
Ho voluto così dar voce a quattro persone, quattro uomini gay che la pensano in modo diverso su queste tematiche per soffermarci a riflettere un attimo perché una cosa sono gli striscioni e gli slogan politici e ben altra la quotidianità fatta di pensieri, parole e fatti.
C’è Antonio, designer toscano dall’animo focoso, che da un lato si dice orgoglioso delle piazze di questo fine settimana, dall’altro trova inaccettabile il comportamento delle istituzioni; Massimo, dirigente d’azienda, che chiede semplicemente il diritto alla normalità in nome dell’amore; Angelo, hair stylist milanese, che ai diritti da chiedere affianca anche i doveri che troppo spesso vengono taciuti per comodo, e infine Max, stilista appassionato, che crede nella famiglia e che vorrebbe più tutele dallo Stato.
E voi cosa ne pensate? Intanto… buona lettura!


Cosa ne pensi dei fatti di questo fine settimana: la manifestazione “Svegliati Italia” nelle piazze del Paese da una parte e la scritta Family Day dall’altra? Quali sono state le tue emozioni in merito?
Antonio – La manifestazione svegliati Italia è stata una delle cose più belle degli ultimi anni. Una mobilitazione di massa e trasversale che ha unito gli italiani civili ,onesti, democratici, laici e non , nell’affermare quello che dovrebbe essere sempre stato: UGUALI DIRITTI PER TUTTI
La scritta sul pirellone…l’ennesima figuraccia planetaria di un gruppo di politici retrogradi e beceri che in realtà mettendosi così in ridicolo hanno rafforzato il messaggio di svegliati Italia . Dei geni della comunicazione.

Massimo – Sono molto felice per il gran numero di persone che ha voluto mostrare la parte buona, ottimista e serena della nostra società. Per le prese di posizione al Pirellone, alla fine riesco solo a sentire una gran pena: ci sono purtroppo persone che scelgono di ignorare i cambiamenti, che vivono il un mondo lontano dalla realtà e che non hanno gli strumenti (e probabilmente non li cercano) per rendersi migliori.

Angelo – Penso che entrambe abbiano il diritto di avere un loro spazio nella società moderna. Il mio pensiero è che le manifestazioni della comunità omosessuale, rischiano sempre di cadere nel ridicolo e nell’esagerazione. C’è bisogno di normative ma…….non dimentichiamo che tutti siamo nati da una famiglia tradizionale.

Max – Sarebbe veramente facile fare della polemica su quanto accaduto lo scorso fine settimana, perchè la scritta apparsa sul palazzo della Regione ha fatto fare una figura ridicola alla nostra meravigliosa città col resto del mondo. Ma vale invece la pena di fermarsi ad osservare in quanti sono scesi in piazza con decisa compostezza ad urlare “Sveglia”. Difficile far finta di niente, difficile non ascoltare quello che il popolo chiede. Eravamo veramente tanti, tantissimi. Un fortissimo segnale che non può non avere un lieto fine.

Diritto all’amore o diritto alla famiglia: di cosa credi ci sia più bisogno oggi. E di cosa tu senti la necessità?
Antonio – Non riesco nemmeno a concepire la domanda…diritto all’amore?
Sento la necessità di leggi che riconoscano pari diritti al 100% a qualsiasi tipo di unione, sento la necessità di leggi severe che puniscano omofobia , femminicidio, discriminazione razziale e bullismo. Sento la necessità di vivere in un paese civile e laico come la maggior parte del mondo.

Massimo – Non è una scelta tra opposti. C’è bisogno di tutt’e due. Fare famiglia dovrebbe essere semplicemente rendere visibile e concreto un amore. E questo è sempre necessario!

Angelo – Il diritto all’amore lo abbiamo tutti! Il diritto alla famiglia anche, ma non si parla mai di doveri?
Se mettiamo al primo posto il rispetto altrui come DOVERE, non credi che tanti problemi sarebbero risolti? Questo è ciò di cui c’è bisogno.
Io l’amore ce l’ho e non ho bisogno di avere consensi; il mio rapporto sentimentale è famiglia ( sebbene abbia bisogno di riconoscimenti legali).

Max – Il diritto all’amore credo non debba concedercelo una legge, chi ci crede riuscirà comunque ad amare. Il diritto a una famiglia, invece, ha bisogno di riconoscimenti e tutele. Effettivamente per tutte le coppie di fatto che vogliono costruire una famiglia oggi, non esistono tutele o riconoscimenti dal nostro governo, e lo trovo vergognoso, siamo ormai fra gli ultimi paesi al mondo a non aver preso ancora provvedimenti.

Senti di non avere diritti nel vivere la tua omosessualità? Se sì quali sono quelli che ancor oggi mancano?
Antonio – La mia sessualità la vivo ormai da tanti anni serenamente e senza nascondermi trovo tuttavia svilente e offensivo dovermi a volte classificare. I diritti ad oggi mancano tutti.

Massimo – Il diritto fondamentale che manca è quello alla normalità. Il diritto di essere “diverso” me lo conquisto quotidianamente, ma essere considerato uguale agli altri può venire solo dal riconoscimento sociale. Riconoscimento non di una minoranza, ma la “banale” considerazione che non c’è nessuna diversità.

Angelo – Il mio essere omosessuale ed il vivere questa condizione avrebbe bisogno solo del rispetto che io do agli altri e, sarò fortunato, ce l’ho.
Mancano solo i diritti alle coppie non convenzionali così come a quelle convenzionalmente riconosciute.

Max – Vedi, io non ragiono da omosessuale, ma da cittadino italiano. Finora non ho mai subito nessuna forma di discriminazione, ho vissuto la vita come volevo senza pormi mai grandi interrogativi. Ho sempre avuto dalla mia parte la mia famiglia, i miei genitori, mia sorella. Non ho mai avuto motivo di sentirmi diverso da altri. Ma ci sono tantissimi ragazzi che affrontano la vita da soli e se ci fossero dei diritti legalizzati, sicuramente si sentirebbero più sicuri, tutelati.

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In Svezia si gareggia per il primo matrimonio gay ad alta quota


Prima di oggi”Love is in the air“era solo una celebre canzone di Paul Young, ora sarà anche il nome di un iniziativa curiosa che promette di scatenare grandi polemiche nell’opinione pubblica. La compagnia aerea scandinava, la Sas, ha infatti rispolverato il ritornello di questa canzone per lanciare un concorso proposto a tutte le coppie gay del mondo che vogliono aggiudicarsi il primo matrimonio gay ad alta quota. A decidere chi sarà la coppia protagonista saranno gli internauti. Su Per Lei tutti i dettagli dell’insolita iniziativa. Leggi il resto