“Tutta colpa delle fragole”: l’amore ai tempi dei social nel romanzo di Sistiana Lombardi

Amore e social, sentimento e tecnologia: due binomi all’apparenza lontani anni luce, eppure ai giorni nostri sempre più vicini, complementari, legati a filo doppio. Sì c’è sempre chi si innamora alla maniera tradizionale, per strada, ad una festa, su un tram, eppure c’è chi il compagno di una vita o quasi lo trova sul web, lo conosce grazie ad una app, lo condivide sui social (basti pensare al bacio più social degli ultimi giorni tra Fedez e Chiara Ferragni).
E’ questo modo di vivere l’amore, di approcciarsi ad esso, magari inizialmente per scherzo, per caso, fino poi a restarne pervasi, cambiando il corso della propria vita, ad essere al centro del romanzo di Sistiana LombardiTutta colpa delle fragole“, edito da Mondadori.
Lei è una delle influencer più seguite del momento, amata per i suoi vlog pieni di poesia, di sincerità e di vita. Blogger di successo Sistiana ha pubblicato il suo primo libro, che è una storia da leggere tutta d’un fiato, scoprendo personaggi reali, usciti dal quotidiano, dal vissuto di tutti noi, che vivono relazioni e situazioni in cui il lettore si rivede, appassionandosi fortemente alle vicende descritte pagina dopo pagina. L’ho incontrata alla libreria Open di Milano per questa intervista e subito è scattato qualcosa: intesa tra due donne probabilmente simili e diverse per tanti aspetti, curiosità, voglia di saperne di più, tanto che dopo pochi giorni ha con grande piacere moderato la sua prima presentazione presso il Mondadori Store di Via San Pietro all’Orto a Milano, in cui tanti suoi follower hanno partecipato con entusiasmo e grande interesse.

In “Tutta colpa delle fragole”, Sistiana Lombardi racconta le relazioni ai tempi dei social e delle app nelle loro mille sfaccettature. E lo fa con un’ironia tagliente, mai sopra le righe, con una leggerezza che ci fa ridere e sorridere, fino a far vacillare le nostre certezze e a mettere in discussione i nostri pregiudizi. Un libro da leggere in una notte, per inguaribili romantici, ma anche per chi cinicamente pensa che l’amore non arrivi più ed è pronto a ricredersi. Continua a leggere

Renato Ardovino, il boss delle torte italiano, pensa a nuove creazione spettacolari e ad un sogno nel cassetto

 


Renato Ardovino è il boss delle torte italiano amato tanto dai bambini, quanto dalle spose, oltre che dagli appassionati di cake design che lo seguono come un guru.
Lui che di torte ne ha realizzate tante in una carriera costellata di successi ora pensa ad un nuovo libro, ad un programma in tv per i più piccoli e poi ad un sogno nel cassetto: realizzare una torta specialissima per Mina. Ecco i suoi prossimi progetti, le tendenze in fatto di cake design di questa stagione e tanto tanto ancora.

Italiani ancora pazzi per il cake design o si è trattato solo di una moda?
Il Cake Design, in Italia, ha conosciuto il boom circa 4 anni fa. Non si tratta di una moda ma è una naturale evoluzione della pasticceria tradizionale. In Inghilterra sono passati quasi due secoli dalla prima wedding cake di design (il matrimonio della regina Vittoria nel 1840) e in America quasi un secolo è trascorso dall’apertura della prima scuola di pasticceria e decorazione di torte (la scuola Wilton a Chicago). In questi paesi, come in tanti altri, il cake design è diventato tradizione. Anche in Italia, per gli eventi e le cerimonie più importanti, oramai, non si può prescindere da una torta che, per spettacolarità, bontà e bellezza, sia il momento culminante di una giornata che debba rimanere indimenticabile. In tutti i campi il design si arricchisce e si evolve nutrendosi di nuovi stimoli. Io credo che, oggi, non sia più pensabile ritornare, per gli eventi e le cerimonie più importanti, alle vecchie torte ad un piano alte 7 cm. Continua a leggere

Milano dà il benvenuto alla Bridal Week: al via Sposaitalia, party e sfilate in giro per la città

Maggio tempo di matrimoni, ma anche di sfilate e presentazioni. Torna infatti a Milano la Bridal Week italiana.
Dopo New York, Barcellona e Londra scendono in passerella infatti in Italia le collezioni 2017 dei più grandi brand nostrani e non per presentarsi alla stampa, agli addetti al settore e alle future spose in cerca delle novità assolute.
Come ogni anno la Bridal Week vedrà come protagonista indiscussa la manifestazione Sì Sposaitalia, quattro giorni a Fieramilanocity dedicati alla presentazione delle nuove collezioni con incontri destinati ai buyer italiani ed esteri, sfilate e anteprime. Impossibile mancare, anche se l’ingresso è riservato solo agli addetti al settore!
Non disperate però perché social e media vi aggiorneranno in tempo reale su quello che accadrà dentro al padiglione fieristico. E soprattutto lo farò io, quindi seguitemi in quei giorni.
Ma sempre più la bridal week non si limita a vestire di bianco la fiera di Milano; sono infatti in programma eventi e incontri in tutta la città.
Ad aprile questa settimana all’insegna della sposa ci penserà come sempre la testata di settore Elle Spose che ha organizzato un esclusivissimo party su invito da cui passeranno tutti i volti noti del settore. Non mancherò di postarvi un reportage dalla serata più glamour della settimana. Serata che però sarà seguita l’indomani dall’attesissima sfilata di Enzo Miccio che a Palazzo Clerici presenterà la sua nuova collezione “L’Oro di Napoli“, un omaggio alla città partenopea, a Vittorio De Sica e al Made in Italy.
E poi tanto altro: dalle sfilate dei maggiori stilisti come Antonio Riva, Alessandra Rinaudo, Elisabetta Polignano ecc fino alle serata firmate Archetipo e Simone Marulli.
Infine il meraviglioso Palazzo Turati accoglierà la collezione Sposi e Cerimonia 2017 del grande Carlo Pignatelli.
Lo so che non state più nella pelle, ma dovrete pazientare ancora qualche giorno. Il 19 avrà inizio la magia della bridal week e qui troverete tutto ma proprio tutto il meglio della settimana più bianca di Milano.
Seguitemi!

Ora ci si sposa in radio: il giorno del sì di due spose on air a Pinocchio su Deejay

 

Ormai ne abbiamo viste davvero di tutti i colori in fatto di location dove dirsi sì. Dal mare ai monti, dai musei agli acquari, da un elicottero alla sala di un cinema ma certo in una radio non si era ancora visto nulla del genere. E così il 2 maggio gli spazi di Via Massena, dove si trova Radio Deejay, si sono trasformati in tutto e per tutto nella perfetta location dove sposarsi.
A fare in modo che questo accadesse tre deejay che hanno fatto dello stare vicino ai propri ascoltatori, emozionandosi con loro e vivendo le loro storie, il loro marchio di fabbrica ovvero La Pina, Diego e La Vale.
I protagonisti di Pinocchio, il programma radiofonico del drive time di Radio Deejay, ci devono aver preso gusto in fatto di confetti e wedding cake perché già l’anno scorso avevano sbalordito una coppia di ascoltatori, recandosi, in perfetto stile carrambata, al loro matrimonio.
Ma questa volta i tre mattatori dell’emittente hanno portato le nozze in casa, sconvolgendo la routine quotidiana.
Non si è trattato però di un matrimonio classico solo per quanto riguarda la location. A fare notizia infatti sono le protagoniste di questo matrimonio: a dirsi sì infatti Giada e Serena, una coppia insieme da molti anni e con due bambini.
In presenza dei loro due gemelli, dei genitori e delle amiche, e in assenza totale di una legge, le spose hanno detto sì.
A celebrare le nozze ci ha pensato proprio La Pina, con tanto di fascia rainbow al collo, Diego e La Vale.
Se volete vedere il video dell’evento, realizzato da Diego Linciano e Gigi Bulzomì, ecco qui il link .

Ho avuto il piacere di intervistare la Pina qualche giorno fa e in merito alle nozze mi aveva detto: “Da tempo “celebriamo” queste unioni al telefono, ora abbiamo deciso che è arrivato il momento di portarle direttamente in radio per dare un valore maggiore al gesto e a questo momento tanto importante per la vita di una coppia, qualunque essa sia. Faremo tutto per bene: allestiremo tutta la sala, ci sarà un rinfresco, una wedding cake specialissima e infine Giada e Serena potranno anche andare in luna di miele grazie a noi“.

Al taglio della torta nuziale con i famosi colori rainbow e il cake topper a tema le due spose tra una lacrima e molte risate si sono lasciate andare all’emozione per un momento che hanno vissuto con profonda commozione, ringraziando Pinocchio per la possibilità davvero unica.

Questa unione arriva per la trasmissione un po’ come una ciliegina sulla torta poiché è di questi giorni la notizia della candidatura di Pinocchio alla prima edizione italiana dei Diversity Award, il premio dedicato ai media che trattano il tema gay.

Ma non finisce qui. “Vogliamo farne altri” mi confida La Pina.
Intanto sul cielo di Via Massena un volo di palloncini bianchi e oro sorvola gli alberi con la gioia di un momento speciale per una radio e per le persone coinvolte.
E nel frattempo a chiusura dell’intervista mi dice: “Io di questo lavoro non mi stanco mai. Di fare la deejay e di mio marito“.

Che dire? Viva gli sposi o in questo caso le spose!

Matrimonio, adozioni e famiglia: dopo le piazze, il Pirellone e i toni forti ora la parola va ai diretti interessati con un’intervista multipla da leggere tutta d’un fiato

Se come scrisse Shakespeare in Troppo rumore per nulla “Il silenzio è il più perfetto araldo della gioia” di chiasso in questi giorni se n’è fatto molto per parlare di qualcosa che dovrebbe riguardare l’amore e la felicità. Prima la criticata scritta sul Pirellone a sostegno del Family day, poi il selfie con dito medio e bacio tutt’altro che saffico ai piedi del palazzo incriminato, infine le piazze gremite con le sveglie in mano a rivendicare diritti per le coppie gay in nome del sentimento ma non solo.
Tutti hanno parlato chi con toni troppo accesi e chi sguaiatamente quando invece è con tutt’altri modi che l’umanità ha conquistato i propri diritti più importanti: non striscioni dai volgari insulti alle istituzioni, non lascivi comportamenti da adolescenti davanti alle istituzioni pubbliche e nemmeno boicottando aziende che rappresentano il fiore all’occhiello del nostro Paese per il solo fatto di essere pro Family Day.
Ognuno sembra avere ben chiara in testa un’opinione e come sempre in Italia sembra che essa sia o bianca o nera, senza nessuna possibilità di sfumature e mediazioni e questo a parer mio è assurdo soprattutto quando si parla di temi importanti come il matrimonio, l’amore o quando addirittura si chiamano in causa perfino i bambini.
Ho voluto così dar voce a quattro persone, quattro uomini gay che la pensano in modo diverso su queste tematiche per soffermarci a riflettere un attimo perché una cosa sono gli striscioni e gli slogan politici e ben altra la quotidianità fatta di pensieri, parole e fatti.
C’è Antonio, designer toscano dall’animo focoso, che da un lato si dice orgoglioso delle piazze di questo fine settimana, dall’altro trova inaccettabile il comportamento delle istituzioni; Massimo, dirigente d’azienda, che chiede semplicemente il diritto alla normalità in nome dell’amore; Angelo, hair stylist milanese, che ai diritti da chiedere affianca anche i doveri che troppo spesso vengono taciuti per comodo, e infine Max, stilista appassionato, che crede nella famiglia e che vorrebbe più tutele dallo Stato.
E voi cosa ne pensate? Intanto… buona lettura!


Cosa ne pensi dei fatti di questo fine settimana: la manifestazione “Svegliati Italia” nelle piazze del Paese da una parte e la scritta Family Day dall’altra? Quali sono state le tue emozioni in merito?
Antonio – La manifestazione svegliati Italia è stata una delle cose più belle degli ultimi anni. Una mobilitazione di massa e trasversale che ha unito gli italiani civili ,onesti, democratici, laici e non , nell’affermare quello che dovrebbe essere sempre stato: UGUALI DIRITTI PER TUTTI
La scritta sul pirellone…l’ennesima figuraccia planetaria di un gruppo di politici retrogradi e beceri che in realtà mettendosi così in ridicolo hanno rafforzato il messaggio di svegliati Italia . Dei geni della comunicazione.

Massimo – Sono molto felice per il gran numero di persone che ha voluto mostrare la parte buona, ottimista e serena della nostra società. Per le prese di posizione al Pirellone, alla fine riesco solo a sentire una gran pena: ci sono purtroppo persone che scelgono di ignorare i cambiamenti, che vivono il un mondo lontano dalla realtà e che non hanno gli strumenti (e probabilmente non li cercano) per rendersi migliori.

Angelo – Penso che entrambe abbiano il diritto di avere un loro spazio nella società moderna. Il mio pensiero è che le manifestazioni della comunità omosessuale, rischiano sempre di cadere nel ridicolo e nell’esagerazione. C’è bisogno di normative ma…….non dimentichiamo che tutti siamo nati da una famiglia tradizionale.

Max – Sarebbe veramente facile fare della polemica su quanto accaduto lo scorso fine settimana, perchè la scritta apparsa sul palazzo della Regione ha fatto fare una figura ridicola alla nostra meravigliosa città col resto del mondo. Ma vale invece la pena di fermarsi ad osservare in quanti sono scesi in piazza con decisa compostezza ad urlare “Sveglia”. Difficile far finta di niente, difficile non ascoltare quello che il popolo chiede. Eravamo veramente tanti, tantissimi. Un fortissimo segnale che non può non avere un lieto fine.

Diritto all’amore o diritto alla famiglia: di cosa credi ci sia più bisogno oggi. E di cosa tu senti la necessità?
Antonio – Non riesco nemmeno a concepire la domanda…diritto all’amore?
Sento la necessità di leggi che riconoscano pari diritti al 100% a qualsiasi tipo di unione, sento la necessità di leggi severe che puniscano omofobia , femminicidio, discriminazione razziale e bullismo. Sento la necessità di vivere in un paese civile e laico come la maggior parte del mondo.

Massimo – Non è una scelta tra opposti. C’è bisogno di tutt’e due. Fare famiglia dovrebbe essere semplicemente rendere visibile e concreto un amore. E questo è sempre necessario!

Angelo – Il diritto all’amore lo abbiamo tutti! Il diritto alla famiglia anche, ma non si parla mai di doveri?
Se mettiamo al primo posto il rispetto altrui come DOVERE, non credi che tanti problemi sarebbero risolti? Questo è ciò di cui c’è bisogno.
Io l’amore ce l’ho e non ho bisogno di avere consensi; il mio rapporto sentimentale è famiglia ( sebbene abbia bisogno di riconoscimenti legali).

Max – Il diritto all’amore credo non debba concedercelo una legge, chi ci crede riuscirà comunque ad amare. Il diritto a una famiglia, invece, ha bisogno di riconoscimenti e tutele. Effettivamente per tutte le coppie di fatto che vogliono costruire una famiglia oggi, non esistono tutele o riconoscimenti dal nostro governo, e lo trovo vergognoso, siamo ormai fra gli ultimi paesi al mondo a non aver preso ancora provvedimenti.

Senti di non avere diritti nel vivere la tua omosessualità? Se sì quali sono quelli che ancor oggi mancano?
Antonio – La mia sessualità la vivo ormai da tanti anni serenamente e senza nascondermi trovo tuttavia svilente e offensivo dovermi a volte classificare. I diritti ad oggi mancano tutti.

Massimo – Il diritto fondamentale che manca è quello alla normalità. Il diritto di essere “diverso” me lo conquisto quotidianamente, ma essere considerato uguale agli altri può venire solo dal riconoscimento sociale. Riconoscimento non di una minoranza, ma la “banale” considerazione che non c’è nessuna diversità.

Angelo – Il mio essere omosessuale ed il vivere questa condizione avrebbe bisogno solo del rispetto che io do agli altri e, sarò fortunato, ce l’ho.
Mancano solo i diritti alle coppie non convenzionali così come a quelle convenzionalmente riconosciute.

Max – Vedi, io non ragiono da omosessuale, ma da cittadino italiano. Finora non ho mai subito nessuna forma di discriminazione, ho vissuto la vita come volevo senza pormi mai grandi interrogativi. Ho sempre avuto dalla mia parte la mia famiglia, i miei genitori, mia sorella. Non ho mai avuto motivo di sentirmi diverso da altri. Ma ci sono tantissimi ragazzi che affrontano la vita da soli e se ci fossero dei diritti legalizzati, sicuramente si sentirebbero più sicuri, tutelati.

Continua a leggere

In passerella con Massimo Panuccio per la nostra prima sfilata insieme a Sposidea: il video

Ecco qui in anteprima per Tgcom24 il video della sfilata di Sartoria Massimo andata in scena in occasione della XXII edizione di Sposidea, la manifestazione dedicata al matrimonio che ogni anno viene organizzata nella splendida cornice di Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda.
In passerella ha sfilato una selezione degli abiti da sera e da cocktail disegnati dallo stilista Massimo Panuccio, seguita poi dalla Capsule Collection Oggi Sposi, frutto della collaborazione tra me e il fashion designer milanese.

Un grazie speciale va proprio a lui che ha “sposato” sin da subito con entusiasmo, impegno e grande professionalità il progetto di una collezione firmata da entrambi, rendendolo possibile prima su un foglio di carta attraverso i suoi bozzetti e poi in sartoria tra pizzi e tessuti impalpabili. Una collaborazione che prosegue e di cui la sfilata è stata senz’altro un momento importante, ma non la sua conclusione. Tante novità importanti nei prossimi mesi tutte da seguire e che sicuramente vi racconterò passo passo.

Grazie anche alla grande squadra che ha lavorato alla sfilata capitanata da Vittorio Landino, direttore della VL Services: l’hair stylist Alberto Frigeri, la make up artist Giulia Ceccherini e le modelle della G. Management Group.

Credit video: On Production

La prima sfilata non si scorda mai: a Sposidea in passerella con gli abiti di Massimo Panuccio

Ci sono situazioni che emozionano più del solito, momenti che sembrano smuovere l’animo più di altri e sabato scorso la sfilata andata in scena a Sposidea è stata uno di questi.
All’interno della manifestazione dedicata al matrimonio arrivata ormai alla sua XXII edizione sono saliti infatti in passerella gli abiti realizzati da Massimo Panuccio, stilista a capo di Sartoria Massimo, in collaborazione con me.

La Capsule Collection Oggi Sposi è stata la protagonista della sfilata del brand, che ha però proposto anche alcune delle sue creazioni per la sera e la cerimonia.
La collezione di abiti da sposa, ispirata alle atmosfere descritte nel mio romanzo La casa dei matrimoni e nata dalla collaborazione tra me e il fashion designer milanese, ha calcato la passerella dello spazio eventi di Villa Castelbarco emozionando una platea attenta e incantata da modelli dal sapore retrò o dall’allure onirico e romantico.
Talento della moda, capace di rendere più bella ogni donna con garbata seduzione e un’altera e mai ostentata raffinatezza, Massimo Panuccio ha fatto sfoggio di sé e del suo modo di intendere l’eleganza con linee pulite, sofisticate, tessuti a tratti impalpabili e a volte strutturati, dagli abiti a peplo fino a gonne a palloncino dal sapore anni ’50.

 

A rendergli omaggio tanti visitatori ma anche un Maestro di eleganza e stile, colui che per primo ha creato l’abito da sposa nella sua concezione moderna e che ne ha fatto il suo simbolo per eccellenza, Lorenzo Riva.

A fare in modo che tutto fosse perfetto un grande professionista nonché amico di entrambi, Vittorio Landino a capo della VL Services, che ha curato i casting delle modelle dell’agenzia GManagement Group di Guido Ferretti, il timing della sfilata e la sua organizzazione. Un grande lavoro di squadra insomma coronato dalle acconciature curate dall’hair stylist Alberto Frigeri e dal make up a cura di Giulia Ceccherini.
A conclusione della sfilata l’intervista ad entrambi curata dal presentatore Corrado Cacioli che ha voluto conoscere i dettagli di questa fortunata partnership, oltre che i suoi futuri sviluppi a cui entrambi stiamo già lavorando.

Credit foto: Michele Dell’Utri Studio

Apre Sposidea 2015: ecco i primi scatti di una mostra tutta da vivere

 

Quasi un intero anno per prepararla, per organizzare ogni singolo dettaglio, riunioni, incontri, telefoni bollenti e poi ecco tutto pronto ed ancora un’altra volta la magia è riuscita e direi nel migliore dei modi. Sto parlando della fiera sposi più attesa dell’anno, quella che da sempre è il palcoscenico per il meglio del settore che si mostra con indosso il suo abito migliore oltre che il trampolino di lancio negli anni di tante eccellenze, tanti talenti e scoperte. Sposidea 2015 ha infatti aperto i battenti ieri sera alle ore 18: accese le candele della meravigliosa corte con l’elegante e sofisticato allestimento a tema Expo del flower designer del momento, estroso e visionario, Alberto Menegardi, i visitatori hanno potuto varcare l’ingresso di Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda.
Luci soffuse, un’atmosfera elegante e composta, mai sguaiata o fuori luogo, hanno fatto da sfondo al percorso ben studiato ed armonico dell’esposizione: un susseguirsi di proposte per organizzare il grande giorno nel migliore dei modi e sempre con grandissimi professionisti.
A dare il benvenuto appunto l’installazione eco-chic inneggiante al riuso e alla sostenibilità. Un messaggio importante quello lanciato da Menegardi: si può allestire in maniera straordinariamente elegante ma anche con un occhio all’ambiente e al riciclo.
Sono tanti, tantissimi gli espositori di quest’anno tra proposte per l’abbigliamento, musicisti, fotografi, catering, location e chi più ne ha più ne metta.
Qui qualche piccolo assaggio dell’esposizione tra l’ingresso principale e gli stand che mi stanno più a cuore, come quello di Sartoria Massimo con gli abiti da sposa della Capsule Collection Oggi Sposi che ho avuto il piacere di realizzare al fianco del bravissimo e talentuoso Massimo Panuccio.
A Vaprio il fashion stylist mostra tutta la sua creatività a 360 gradi con proposte da sera e da cerimonia. Nel suo spazio gli abiti che sabato sera sfileranno nella passerella dello Spazio Eventi di Villa Castelbarco, le proposte cocktail ma anche una piccola selezione di capi vintage di Mauro Carlo Bonazzoli, col quale lo stilista milanese ha iniziato una stimolante collaborazione. Continua a leggere