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Giulia Torelli, la closet organizer d’Italia, arriva in libreria: “La nuova te inizia dall’armadio”

Per chi la conosce sul web è stata prima di tutto Rock’N’Fiocc con il suo blog dedicato alla moda, poi però in breve tempo la sua personalità spiccata, il suo piglio deciso e quel carattere fuori dal comune per certi versi l’hanno fatta conoscere per quella che è, Giulia Torelli. Una ragazza che colpisce per il suo allure senza bisogno di fronzoli alla Audrey Hepburn, ma dallo sguardo deciso di chi sa cosa vuole e soprattutto che non ha peli sulla lingua per dire ciò che pensa, senza avere il bisogno di compiacere nessuno.
Esperta di moda, ma davvero, nel senso che di storia della moda e del costume ne sa eccome, e sempre alla ricerca di nuovi brand da consigliare con uno sguardo attento alla sostenibilità, al Made in Italy, ma anche a selezione capi di qualità all’interno dei brand più noti (perchè a volte bisognerebbe partire da un’etichetta per giudicare un abito), Giulia ha conquistato gli italiani grazie alla sua passione per gli armadi, diventando la prima e più famosa closet Organizer d’Italia.
Che cos’è una closet Organizer? Letteralmente una organizzatrice di armadi. Una missione per nulla semplice nell’era del consumismo e della fast fashion e così Giulia Torelli si è creata un lavoro andando a riordinare i guardaroba prima di amiche e poi di sempre più clienti. Non pensate però che il suo lavoro si limiti solo a mettere sulle grucce gli abiti in disordine e a riporre nelle scatole i capi della stagione passata. Perchè spesso, molto spesso, prima di compiere tutto questo è necessario capire cosa davvero ci occorre, cosa indossiamo e cosa invece ci ostiniamo a tenere con la scusa del “tornerà di moda” o “forse un giorno riuscirò a rimettere i jeans di quando avevo 18 anni”.

Ora Giulia da qualche settimana è uscita in libreria con il suo primo libro “ La nuova te inizia dall’armadio” edito da Vallardi, una guida utilissima per fare ordine sì, ma anche un viaggio nella moda di oggi, tra brand sostenibili e fast fashion, tra Second hand e capi che davvero non devono mancare in nessun guardaroba.
Una lettura piacevolissima che legge tutta d’un fiato, leggera e interessante, che ci fa capire quanto dietro al nostro armadio ci sia molto di noi. E che a volte togliere il superfluo ci può davvero far rinascere.

Il libro si apre con un’introduzione dal titolo direi curioso e al tempo stesso ben rappresentativo di chi sei: “Nata con la testa nell’armadio”. In che senso?

Nel senso che sono sempre stata curiosa verso gli armadi, cosa c’era dentro e le storie delle persone.

Ampio spazio viene dato alla sezione Liberarsi del superfluo, un tema centrale anche nelle tue stories quotidiane su Instagram. Quanto c’è di superfluo nell’armadio di tutti noi? E’ frutto della moda del fast fashion degli ultimi anni o è nel dna di noi donne spesso accumulatrici seriali di vestiti e accessori?

Tutti noi, senza nessuna eccezione, abbiamo troppa roba. Nessuno, anche chi ha solo due relle di vestiti, si mette tutto quello che ha. É colpa del fast fashion ma anche della nostra società, in cui siamo abituati ad avere tanto, troppo di tutto.

Da cosa dovrebbe essere composto l’armadio ideale?

Potenzialmente anche da 30 pezzi soltanto. Per me l’armadio ideale ha dentro il minimo indispensabile, ma per tante persone non sarebbe abbastanza.

Il tuo lavoro è riorganizzare al meglio gli armadi delle persone che si rivolgono a te. Quanto la tua figura è essenziale nel prendere consapevolezza di ciò che davvero ci serve e quanto le tue clienti si lasciano guidare in questo?

É essenzialmente il core del mio lavoro. Aiuto tutti a scartare quello che non serve più, ma non è tanto l’atto pratico la parte difficile (con un po’ di impegno tutti ce la possono fare), quanto la parte psicologica: prendere coraggio e decidere cosa tenere e cosa scartare è quello che blocca le mie clienti dal lavorare da sole sui propri armadi.

I capi che non si indossano più come consigli di eliminarli? Tu ti rivolgi a siti o ad associazioni particolari che ti senti di consigliare?

Se sono in cattivo stato li riciclo, se sono in buono stato li dono, a Milano ci sono tante associazioni a cui donarli. Ne parlo nelle mie storie in evidenza su instagram

Come riesci a conciliare la tua passione per la moda, oltre che il tuo lavoro sui social, con il tuo metodo di poche cose ma che servono davvero?

E’ davvero difficile: cerco di fare spesso una selezione, scarto davvero tanto e ho una regola: per ogni capo che entra nell’armadio, uno se non di più deve uscire.

Grande spazio è dato a come comprare consapevolmente. Sul tuo blog consigli quotidianamente Brand sostenibili, Made in Italy, etici… Quanto oggi le persone sono attente a questo tipo di presa di coscienza nel fare shopping? E quanto i brand di moda si stanno avvero avvicinando a queste tematiche?

Sempre di più le nuove generazioni si stanno avvicinando alla moda sostenibile, ma anche le mie follower e clienti più grandi si sono rese conto con la pandemia che è arrivato il momento di smetterla di comprare compulsivamente.

Spesso si dice che tutto torna nella moda. Come si fa a coniugare questo concetto con l’idea di non accumulare?

Secondo me non è vero! O meglio, tutto torna ma in forme diverse, e non abbiamo più nell’armadio i capi preziosi che avevano le nostre nonne: non vale la pena conservare i pezzi fast fashion, o fatti con materiali non eccelsi.

L’armadio che vorresti riordinare e quello che ti ha stimolata maggiormente.

Vorrei riordinare l’armadio di un paio di persone che seguo su instagram molto riservate, quindi poco conosciute, ma che intuisco abbiano molto gusto e bellissimi pezzi. L’armadio che mi ha stimolata di più è quello di una amica che tiene tutto su due relle: non aveva effettivamente bisogno di me ma mi ha fatto molto pensare.

L’estate è alle porte. Tre must have da avere nell’armadio e tre accessori da portare in valigia

Un racer top bianco o nero, un paio di bermuda di lino a vita alta, un paio di ciabattone. Tutto in valigia insieme ad una borsa di tela per la spiaggia, occhiali da sole e crema solare (non sono grande fan degli accessori)

So che a breve uscirà una tua capsule di sandali. Puoi dirci qualcosa in merito?

E’ una piccola collaborazione con il brand Ilio Smeraldo, e i sandali saranno Made in italy, più precisamente in Toscana. Ho cercato di disegnare qualcosa di comodo, da poter portare tutti i giorni, ma con dettagli interessanti. I famosi sandali di cui mi chiedono sempre le mie followers, “per il giorno e per la sera”.

Se desiderate farvi riorganizzare il guardaroba da Giulia potete contattarla direttamente sul sito a questo link.
Ovviamente in tempo di Covid però è anche possibile avere una consulenza a distanza con una videochiamata che vi permetterà così di avere una guida per il vostro momento di decluttering.
Infine c’è anche la possibilità di acquistare un videocorso con tutte le informazioni per fare ordine nel proprio armadio.

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