6 mar

Intervista a Massimiliano Morlotti: chi si cela dietro all’Emozione di un click?


E’ considerato da tutti il miglior fotografo di matrimoni in Italia, i suoi lavori sono pubblicati su tutte le riviste e i libri di settore, e io ho il piacere di averlo tra gli esperti di Oggi Sposi con una rubrica chiamata l’Emozione di un click; tuttavia sembra che fino ad ora nessuno abbia mai voluto conoscere la sua storia. In un’intervista esclusiva Massimiliano Morlotti parla di sè e del suo lavoro, una vera e propria passione, che dopo quasi vent’anni riesce ancora ad emozionarlo. Oggi Sposi ha voluto capire chi si cela dietro ad uno degli obbiettivi più amati e richiesti in fatto di matrimoni.

Sei conosciuto come il più bravo fotografo di matrimoni d’Italia. Come si arriva a questi livelli?
Il fotografo di matrimoni da sempre è visto come una figura secondaria nel campo della fotografia professionale, questo perchè storicamente gli sposi usavano affidare il proprio servizio di nozze a un fotonegoziante. Quello che ho fatto è cercare di portare la professionalità che c’era nel campo della fotografia di reportage, di moda o di pubblicità anche nel mio settore, non cedendo mai a compromessi sulla qualità dello scatto e cercando di proporre sempre un prodotto raffinato e di buon gusto.

Cos’hanno secondo te le tue foto in più delle altre?
Ci sono molti ottimi professionisti sul mercato ma anche altrettanti fotografi improvvisati. La caratteristica principale è l’occhio esperto che c’è dietro la macchina fotografica. Sono diplomato in fotografia e ho insegnato per diversi anni storia della fotografia. Questo mi permette di avere un approccio diverso allo scatto. E’ come avere un artista che si è formato e conosce i lavori dei grandi del passato e uno che non ha nessun background culturale, evidentemente i risultati saranno differenti. Ma mentre nella pittura, scultura, musica o letteratura questo è scontato (come faccio a dipingere se non conosco Piero della Francesca, Caravaggio o Picasso? E come faccio a scrivere poesie se non ho mai letto il Tasso, Foscolo o Montale?) in fotografia sembra che così non sia, tutti possono scattare… Come si fa a fare un buon ritratto se non si conosce il lavoro di Nadar, Arnold Newman o Irving Penn? Come si fa a fare un buon reportage se non si è mai vista una mostra di Henri Cartier Bresson. William Klein o Sebastiao Salgado?


Come sei arrivato a fare il fotografo? E come mai proprio quello di matrimoni?
Faccio questo lavoro da diciotto anni. Quando avevo 15 anni, c’era un vicino di casa molto appassionato che mi ha “contagiato”, per fortuna i miei genitori mi hanno incoraggiato regalandomi la mia prima macchina fotografica reflex. Poi a vent’anni ho deciso di abbandonare gli studi di architettura per iscrivermi a una scuola di fotografia e trasformare in professione una delle mie passioni principali. La scelta di lavorare nel campo del matrimonio è stata inizialmente casuale: i primi ingaggi sono stati per servizi di matrimonio e ho visto che mi piaceva e mi divertivo. Trovavo sopratutto interessante l’idea di lavorare in situazioni belle, di gioia e divertimento.


Quanti matrimoni hai fotografato fino ad ora? Quali quelli che porti nel cuore?
Ho perso il conto… però devo dire che realizzo spesso matrimoni in luoghi molto belli: Portofino, Venezia, la campagna senese… Amo molto i matrimoni in cui si percepisce l’emozione da parte degli sposi e dei loro invitati.


Quello che traspare dalle tue foto è l’emozione e il sentimento del momento. Sono foto che parlano, riuscendo a raccontare non solo quell’istante nei fatti, ma soprattutto nelle emozioni. Come si riesce a fare questo?
Noi fotografi abbiamo un compito molto importante: il nostro cliente ci affida il ricordo del giorno più importante della propria vita e questo per me è una grande responsabilità ma anche una splendida gratificazione. Per questo la soglia di attenzione a ciò che accade è sempre molto alta. E’ necessario da un lato essere sempre attenti a ciò che accade per poter cogliere i momenti più emozionanti, gioiosi, divertenti e dall’altro avere un atteggiamento discreto e rispettoso della situazione visto che i protagonisti del matrimonio sono gli sposi, non il fotografo. Ovviamente è necessario avere la giusta sensibilità per capire che qualcosa di interessante sta per accadere, in parte è innata e in parte si acquisisce con l’esperienza.


Cosa cattura maggiormente la tua attenzione in uno scatto?
Sono molti gli aspetti che fotografo durante un matrimonio, i miei reportage devono raccontare l’intero evento: è importante rappresentare gli sposi ma anche i loro invitati, la location e le scelte di stile negli allestimenti e poi i momenti istituzionali e quelli più intimi, le emozioni e i sentimenti. Ogni cosa, ogni momento bello, gioioso o commovente può passare ed essere dimenticato oppure essere fissato nel tempo con uno scatto ed essere rivissuto per sempre.


Negli ultimi anni è cambiato radicalmente il modo di fare foto ai matrimoni. Prima erano per lo più foto in posa, ora si parla di reportage. Come mai questo cambiamento? E si fanno ancora foto in posa?
Il cliente non vuole più dedicare ore della giornata delle sue nozze al fotografo per far attendere i propri invitati al ricevimento e questa è una cosa che condivido in pieno. Il servizio posato è normalmente una finzione, il reportage invece coglie l’essenza del matrimonio. L’album fotografico di reportage permette di emozionarsi rivivendo ogni volta la storia delle proprie nozze. Per questo gli sposi devono stare attenti, non è sufficiente fare foto spontanee per avere un buon reportage, è necessario avere un bravo professionista che sappia cogliere il momento e raccontare con la macchina fotografica. Penso però che il reportage non debba mettere in ombra l’importanza del ritratto fotografico che comunque propongo sempre ai miei sposi. Dieci minuti per un ritratto agli sposi e per il ritratto di famiglia andrebbero sempre previsti. Il ritratto di famiglia ha una sua funzione celebrativa assolutamente importante nella nostra cultura sia pittorica sia fotografica e il giorno delle nozze è un giorno sufficientemente importante per meritarselo.


Non hai mai pensato di racchiudere i tuoi scatti più belli in un libro?
Mi piacerebbe molto, finora ho dato gli scatti del mio studio per libri di wedding planners o flower designers ma mai per pubblicazioni interamente dedicate a noi. Ho più volte pensato a questa opportunità ma l’ho sempre vista come una cosa che farò in futuro… Chissà se qualche editore fosse interessato…

Il tuo sito viene visitato ogni giorno da sposine in cerca di idee, dettagli e spunti. L’attenzione per il dettaglio è infatti uno dei tuoi punti forti. Cosa hai imparato in questi anni sui matrimoni? Dal tuo obiettivo hai notato grandi differenze tra i nostri matrimoni e quelli stranieri?
Durante i matrimoni fotografo sempre molto i dettagli degli allestimenti. Sia perchè sono un ottimo spunto per fare begli scatti sia perchè rappresentano una serie di scelte di stile operate dagli sposi per rendere perfetto il loro matrimonio e come tali meritano di essere documentati e ricordati. Negli ultimi anni il matrimonio si è trasformato, l’avvento dei flower designers che hanno sostituito i semplici fiorai e dei wedding planners che hanno iniziato a progettare gli eventi con particolare attenzione ad ogni dettaglio ha permesso di creare durante il ricevimento atmosfere raffinate ed eleganti facendole sempre più assomigliare, nello stile, al matrimonio di tipo anglosassone.


All’estero viene data grande importanza anche ai servizi fotografici che precedono il grande giorno: in America si usa infatti realizzare servizi fotografici dei fidanzati o shooting delle fidanzate per realizzare foto sexy per il proprio compagno. A te non l’hanno mai richiesto? Come mai secondo te questa moda non ha preso piede in Italia?
A me non l’hanno mai chiesto e non credo che a breve potrà diventare di moda anche in Italia. La nostra cultura è diversa da quella americana. Se però delle clienti me lo chiedessero credo che affronterei il mio incarico con grande divertimento…

Ti sei mai emozionato ad un matrimonio che hai seguito unicamente come fotografo?
Sì, accade spesso. Credo che l’ingresso in chiesa della sposa accompagnata dal padre all’altare e il primo ballo dopo la torta siano in assoluto i momenti più emozionanti del matrimonio. Un altro momento che amo molto è quello degli “speeches”, tipico dei matrimoni anglosassoni.


L’idea di questa intervista è nata perché ho notato che nessuna rivista riporta qualcosa del genere su di te. Ci si sofferma sempre solo a qualche tuo scatto. Come mai secondo te? E’ possibile che in Italia si pensi più al discorso commerciale puramente pubblicitario piuttosto che ad un discorso giornalistico nel campo dei matrimoni?
Per questo ti ringrazio. Le riviste nel settore matrimonio in Italia spesso sono interessate più alle immagini che ai contenuti, il taglio prettamente commerciale è assolutamente evidente.

Le tue foto vengono pubblicate ogni mese anche su importanti riviste straniere. Noti qualche differenza tra l’approccio delle riviste straniere rispetto alle nostre?
Sì, nei contenuti. La rivista di matrimonio in Italia tende ad essere un catalogo di fornitori tra cui scegliere quelli del proprio matrimonio. Le più importanti riviste straniere invece hanno più contenuti, propongono spunti e idee che la sposa può utilizzare per il suo matrimonio, una sorta di “femminile” a tema matrimonio.


E’ differente il modo di fotografare i matrimoni all’estero rispetto al nostro?
Ormai non più, il reportage è diventato lo stile predominante sia in Europa sia negli Stati Uniti. Ci sono situazioni che in Italia non sono previste che spesso aiutano il fotografo a creare foto belle ed emozionanti come ad esempio le damigelle coordinate nei vestiti o appunto gli speeches, ma l’approccio e la filosofia che c’è dietro alla realizzazione del servizio è la medesima.

Quanti matrimoni segui ogni anno?
Il mio studio ha diversi fotografi, lo abbiamo strutturato in modo che gli sposi possano scegliere il professionista che li seguirà in base agli scatti realizzati e al budget che hanno previsto (io, Vincenzo che è il mio socio o gli altri fotografi dello staff Morlotti Studio). Personalmente fotografo circa 40 matrimoni in un anno, non di più, questo per potere assicurare sempre il massimo impegno e la massima concentrazione ad ogni cliente.

Chiara Besana

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Massimiliano Morlotti

3 Commenti a “Intervista a Massimiliano Morlotti: chi si cela dietro all’Emozione di un click?”

  1. elena Scrive:

    Emozione e passione.
    Il segreto del proprio lavoro.

  2. sonia Scrive:

    …la foto è un segno quasi indelebile!!!
    essenziale per non scordare mai il momento, il giorno, l\’evento…
    grazie, spero di diventare una tua cliente!!!
    Sonia

  3. Fabiola Scrive:

    Il giorno del proprio matrimonio è spesso il più importante nella vita.
    Trovo che lo stile di Morlotti sia talmente emozionante che le sue foto paiono tratte da un film.
    Del resto, la vita è il film più bello.

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