A 100 anni dalla nascita della Rossella più famosa al mondo ecco qualche spunto per le amanti di Via col Vento

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Domani è un altro giorno“. Con queste parole, rese dure e al tempo stesso piene di pathos, da un’interpretazione magistrale, Vivien Leight è passata alla storia del cinema ma non solo.
A chi non è capitato almeno una volta di ricordarle, citandole dopo una conversazione con qualche collega o amico? E chi non si è emozionato nel sentirle pronunciare da Rossella dopo che il suo Rhett Butler-Clark Gable, amore sino a quel momento non capito, se ne va lasciandola da sola in quella grande casa?
Perfino a 100 anni dalla nascita, Vivien Leigh sarà per sempre per il mondo intero Rossella O’Hara, quella donna così cocciutamente ribelle, lunatica e capricciosa.
L’attrice, all’anagrafe Vivian Mary Hartley, nata il 5 novembre del 1913 in India e morta nel 1967 a Londra, a soli 54 anni per i postumi di una tubercolosi curata male, è passata alla storia per la sua interpretazione del kolossal del 1939 “Via col Vento“.

Quella fama che ancora oggi la segue era da sempre considerata un peso troppo ingombrante da portarsi addosso, dichiarando addirittura un giorno: “Io non sono una star del cinema. Io sono un’attrice. Essere una star del cinema, solo una star del cinema, è una vita così finta, vissuta solo per finti valori e per la pubblicità. Le attrici vanno avanti per così tanto tempo e ci sono sempre ruoli meravigliosi da interpretare“.
Ciò nonostante fu una delle grandi dive del passato, capace di incarnare i tratti esatti dei personaggi che interpretava, modificando il suo carattere all’inclinazione di una inquieta Rossella o ancora di più in una malinconica Blanche Dubois , nel celebre film Un tram chiamato desiderio accanto a Marlon Brando. Si racconta persino che l’attrice fosse entrata nella parte a tal punto da non essere più in grado di scindere il personaggio dalla vita reale e che quando i medici poco prima della sua morte le chiesero come si chiamasse, lei rispose: Blanche Dubois.

Ma nella vita privata Vivien era forse molto simile a Rossella, con un carattere lunatico e sempre tormentato. Lo dimostra anche il fatto che si sia sposata tre volte.
Le nozze più celebri furono quelle con Laurence Olivier, che sposò nel 1940 dopo il divorzio dal primo marito Leigh Holman.
Vivien Leigh si sposò una terza volta, nello stesso anno del divorzio da Olivier, con l’attore Jack Merivale.
A distanza di 100 anni dalla sua nascita ricordiamo ancora i suoi ruoli sul grande schermo, oltre alla bellezza che nel 2006, quasi 40 anni dopo la sua scomparsa, fu premiata da un sondaggio come la più bella britannica di tutti i tempi, davanti a donne del calibro di Elizabeth Taylor e Catherine Zeta-Jones.
Ma come scordare gli abiti indossati in Via col Vento, le sue espressioni così volubili simili a quelle di una bambina, e i baci appassionati con il suo Rhett?
Per farvi sognare ecco una breve carrellata di tutto questo. Che possiate magari prendere ispirazione per un matrimonio in perfetto stile Via col Vento?
Se il solo pensiero vi emoziona ecco qualche spunto.

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Abito nero di Aimee Montenapoleone


Per un vero matrimonio in stile Gone with the wind l’elemento principale sarà sicuramente l’abito da sposa.
I vestiti dalle ampie gonne a cerchio, le grandi scollature e i bordi di pizzo ben si prestano a un evento del genere.
L’abito da sposa dovrebbe avere quindi una gonna molto ampia, importante e dai tessuti strutturati. Una maison che potrebbe risolvervi molti giri a vuoto tra atelier è senz’altro l’elegantissima Aimee Montenapoleone, che da sempre propone abiti con decori floreali sofisticati, e modelli retrò capaci di far sognare qualunque donna. Quest’anno il brand propone addirittura una collezione in bianco e nero molto elegante e di grande effetto.
Se vi sposate d’inverno via libera al velluto, magari osando con nastri colorati, osando con le tinte forti del film.
Indimenticabile la scena di Rossella che fa realizzare un abito usando le tende di velluto verde della sua stanza.
Per le spose di carattere che vogliono osare ed essere eleganti Nicole Spose propone abiti degni di un red carpet.
Via libera anche ai cappelli, sia per le invitate, magari con piume e nastri, e a tesa larga per una sposa chic e sofisticata come la Rossella delle scene iniziali del film.
Gli smoking dello sposo e dei suoi testimoni dovrebbero essere neri, con il frac e con il papillon del giocatore d’azzardo ovvero un sottile nastro legato come un papillon.
Per la location l’ideale sarebbe un delizioso matrimonio all’aperto, magari con tavoli rotondi disposti su un grande prato.
Per i nomi del tableau marriage niente di più azzeccato che i nomi dei più importanti protagonisti del libro o le battaglie della Guerra Civile Americana. Un’altra idea potrebbe essere quella di utilizzare dei ritagli delle coppie del 1800. Per le posate d’obbligo quelle d’argento.
Per il menù un’idea interessante è rappresentata dal barbecue ovviamente in chiave chic con pollo, maiale, fagioli dagli occhi neri, focacce di granoturco, pannocchie di mais, insalata di patate, fagioli, carne macinata con riso e polpette di mais. Il cibo andrebbe servito su piatti d’argento, per rimanere in tema.
E per i fiori invece? Quali scegliere?
Ii fiori di Cornus (un albero delle Angiosperme molto diffuso in Nord-America) e la magnolia, simboleggiano il vecchio Sud, anche se bisogna ammettere che siano di difficile reperibilità. In alternativa optate per dei fiori di seta.
Un’idea interessante sicuramente apprezzata dalle invitate sarà quella di donare piccoli ventagli da usare durante il ricevimento.
Il viaggio di nozze? Naturalmente ad Atlanta.
Prenotate una suite nel bellissimo Loews Hotel di Atlanta, a due passi dalla casa museo di Margareth Mitchell e legato a doppio filo al film anche per il suo nome celebrativo, quello del teatro che ospitò la Prémière del 1939.
Per cena invece non perdete al civico 2166 di Peachtree il Ristorante Houston’s, unico luogo in cui è stato riutilizzato qualche mattone del Loews Grand Theatre, dove fu proiettata per la prima volta la pellicola.Con targa commemorativa annessa all’ingresso.

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