L’Italia che riparte: riapre oggi il Grand Hotel Tremezzo, simbolo italiano del saper fare ospitalità con eleganza

E’ un’Italia che vuole con tutta se stessa ripartire quella che stiamo vedendo in questi giorni. Lo dimostrano i primi segnali forti arrivati in questi giorni come l’ufficializzazione della data del Salone del Mobile a settembre o la riapertura delle grandi strutture che fanno del nostro Paese un fiore all’occhiello in tutto il mondo nell’arte di saper fare ospitalità con professionalità, esperienza, competenze e grande attenzione.
E così, tra nuove aperture (come Laqua Resort dello chef Cannavacciuolo o l’attesissimo ristorante a Portofino dello chef Carlo Cracco), apre di nuovo le sue porto uno degli alberghi più famosi in Italia e nel mondo, il Grand Hotel Tremezzo.

Il Grand Hotel, che da oltre 110 anni si affaccia con la sua eleganza sulla Riviera delle Azalee, uno dei tratti più scenografici e suggestivi del Lago di Como, è pronto ad accogliere nuovamente i propri ospiti a partire da oggi, 1 maggio, con l’entusiasmo che contraddistingue da sempre la sua calda ospitalità familiare italiana.

L’albergo si trova immerso in un’atmosfera unica e raffinata, capace di far sognare ad occhi aperti per la sua bellezza.
Tra gli spazi maggiormente suggestivi le sue tre piscine, la spiaggia privata affacciata su Bellagio, la sua affascinante T Spa, i suoi cinque ristoranti.
Tra piccole e grandi novità, una nuova gemma coronerà l’esclusivo T Beach, un ristorante serale che da quest’estate arricchirà le magiche serate sul lago. Una chicca per gli ospiti dell’albergo e non solo che potranno gustare pietanze squisite a bordo lago in un’atmosfera romantica da sogno. Continua a leggere

Made in Italy: 10 brand da seguire per 10 trend di stagione

Il Made in Italy non è mai stato più bello e ora, più di prima fortunatamente, sono tantissime le persone che ne apprezzano le peculiarità uniche.
Tessuti, linee, lavorazioni fanno dei capi qualcosa di più: la storia di una famiglia, la tradizione sartoriale, l’unicità del lavoro artigianale.
Ecco qui dieci brand italiani da scoprire e amare a prima vista proprio per questi motivi. All’interno delle loro collezioni troverete tutto l’amore per la moda, per il saper fare bene italiano e per le donne da rendere così sempre più belle e speciali.

Otra vez

Anna Elardo è una ragazza di grande talento che negli anni è stata capace di rendere il suo Otra vez non solo un brand amatissimo, ma uno stile unico e riconoscibile. I suoi abiti e le sue gonne realizzati in tessuti morbidi e impalpabili prendono vita nel suo laboratorio sartoriale, dove oltre alle linee femminili ed eleganti, si cerca con cura di creare pezzi unici e versatili, ideali per le occasioni più speciali così come per la vita di tutti i giorni.
Fondamentale per Anna l’ideazione delle fantasie dei suoi abiti, che sono studiate nei minimi dettagli e che rispecchiano l’animo della sua creatrice.
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Myclah: quando la moda è qualcosa di più. Soprattutto se si tratta di Made in Italy

Dalla pandemia e dai cambiamenti che questa ha portato nel nostro modo di vivere la quotidianità così come il nostro modo di essere, il nostro stile e il modo di percepire il nostro Paese riscoprendone i valori e le peculiarità sono nati bellissimi progetti, tesi a riscoprire la bellezza del Made in Italy, non solo in quanto prodotto ma in quanto valore umano, storia di un’impresa, tradizione spesso passata di generazione in generazione, selezione di materiali di altissima qualità. Lo sa bene Claudia Gatti, ideatrice e fondatrice di MyClah, un portale che esalta il meglio dello stile italiano, vendendolo sì ma anche presentandolo e facendolo scoprire.
Imprenditrice italiana di grande talento con un’esperienza decennale e importanti collaborazioni in Italia e all’estero, Claudia è stata in grado di intuire i cambiamenti in atto e quelli che sarebbero avvenuti nel mondo della moda, decidendo così di dare voce a talenti e piccole realtà produttive Made in Italy. Come? Offrendo loro una maggiore visibilità internazionale e investendo in un progetto a sostegno della bellezza dello stile di vita all’italiana. La scommesso in un anno di lavoro è stata vinta, tanto che MyClah è diventato un vero e proprio punto di riferimento per fashion addicted in cerca di tendenze e nuovi brand, così come per le aziende che vogliono raccontarsi nello stile unico di MyClah. Scopriamone un po’ di più, perchè il portale di e-commerce dedicato al Made in Italy è in continua evoluzione e sono tanti i progetti in cantiere. Continua a leggere

Carlo Pignatelli e Iulm: la case history della maison al centro di un progetto che mette in palio uno stage in azienda

Da un lato una delle case di moda di maggior successo in Italia dall’altro l’ateneo milanese che forma i talenti di domani in fatto di comunicazione e creatività. Carlo Pignatelli e Iulm infatti stringono una collaborazione che guarda al futuro e che pone al centro il Made in Italy, la formazione e la moda.

Conferma così ancora una volta il suo impegno nei confronti dei futuri protagonisti del mondo del lavoro, Carlo Pignatelli, inaugurando la sua collaborazione con l’Università IULM, polo italiano di eccellenza per la formazione nei settori di Comunicazione, Lingue, Turismo e valorizzazione dei Beni culturali.

A partire dal prossimo 9 aprile, infatti, la maison coinvolgerà gli studenti del corso di Comunicazione della moda e del design nell’analisi della sua case history in un’esercitazione che prevede la preparazione di un piano per il lancio della nuova collezione maschile Carlo Pignatelli Cerimonia, che sarà parte del programma d’esame. Tra i materiali prodotti dai gruppi di lavoro saranno selezionati i migliori e, successivamente, la maison sceglierà l’allieva/o più meritevole che avrà diritto a uno stage di tre mesi presso Carlo Pignatelli. Continua a leggere

Nuove tendenze: la moda sartoriale arriva a casa tua e nasce l’atelier a domicilio

In un anno le nostre abitudini personali, sociali e culturali sono state stravolte dalla pandemia e dalle restrizioni che essa ha portato con sè. Abbiamo imparato a fare la spesa online dai supermercati così come dai piccoli produttori, abbiamo riscoperto la nostra casa, vivendola molte più ore del solito, e adattandola così alle nostre nuove esigenze, ma abbiamo anche scelto di acquistare prodotti di bellezza, giochi, libri, e persino abiti e accessori online attraverso gli store online dei nostri negozi preferiti, che si sono attrezzati per avere sul web i propri articoli, non potendoci accogliere di persona.
La capacità di modificarsi, cambiare e innovarsi è stata centrale in questi mesi per tante, tantissime aziende che altrimenti avrebbero dovuto fare i conti con grande difficoltà a questo periodo.
Basti pensare a come le grandi case di moda hanno dovuto ripensare le proprie sfilate, il proprio modo di raccontare le collezioni e di arrivare al pubblico di sempre.
C’è chi però ha fatto di più, intercettando nuovi trend nel mondo della moda per arrivare ai propri clienti con le proprie collezioni, il proprio stile e la propria filosofia. Una di queste realtà è senz’altro Atelier Kore, che grazie alla sua fashion designer Chiara Vitale, ha analizzato la situazione attuale, arrivando a proporre un modo nuovo di intendere oggi la shopping experience. Continua a leggere

Cira Lombardo: “Necessarie soluzioni concrete subito per salvare i matrimoni e tutto un settore in ginocchio”

La pandemia ha portato nel mondo un’emergenza sanitaria che mostra ora una nuova faccia, altrettanto drammatica, quella economica. Sono tantissime infatti le imprese e i lavoratori in ginocchio che chiedono aiuti e risposte concrete al Governo per poter andare avanti. C’è chi è riuscito ad andare avanti, chi ha visto la propria attività chiudere e aprire a singhiozzo a seconda del colore della regione in cui si trovava, e poi c’è chi appartiene a interi settori fermi da quasi un anno intero. Tra questi sicuramente il mondo dello spettacolo, quello dell’arte e della cultura e infine quello degli eventi. Non solo matrimoni, ma anche Corporate e grandi eventi istituzionali.
Il settore italiano, che rappresenta nel mondo un vero e proprio fiore all’occhiello, pensate che vanta ben 46000 aziende, tra le quali molti liberi professionisti, artigiani, esperti, realtà storiche, che costituiscono il 15% del PIL italiano. Fermare il settore degli eventi infatti significa mettere un freno a gran parte dell’economia del nostro Paese, anche perchè attorno ad esso ruotano tantissime altre realtà come quella dell’ospitalità, del food, del vino, della moda…
Purtroppo agli appelli lanciati dai tanti professionisti del settore (wedding planner, fotografi, allestitori, flower designer…) poco o nulla è stato fatto e poche sono state le risposte e gli aiuti in quasi un anno di pandemia.
Sono tante le realtà ormai allo stremo che rischiano di chiudere e che si sentono abbandonate. Dall’altro lato ci sono i committenti di questi eventi, spesso coppie di futuri sposi, che hanno posticipato di mese in mese il proprio sogno d’amore in attesa di qualche certezza in più.
Per poter ripartire è indispensabile ora un protocollo di sicurezza che permetta alle aziende e ai professionisti di poter ripartire: regole precise per consentire di svolgere il proprio lavoro e di poter guardare con speranza al futuro delle proprie realtà imprenditoriali.
Per conoscere meglio lo status quo e per analizzare i possibili scenari ho intervistato Cira Lombardo, famosa event planner, che da mesi raccoglie le preoccupazioni e i desideri delle sue spose in stand by, oltre che di tante, tantissime aziende con cui lei ha un confronto continuo teso a trovare soluzioni. Quelle che non arrivano dal Governo, ma che ora è tempo di pensare. Perchè il mondo degli eventi vuole e deve ripartire. E per farlo qualche soluzione si sta già studiando. Continua a leggere

Montagna: la voglia di neve arriva in città ( in attesa di poter tornare sulle piste)

Pare che il 15 febbraio le piste da sci potranno riaprire, stando a precise norme di sicurezza anti-Covid. Inutile dirlo gli appassionati non vedono l’ora di poter tornare a vivere la montagna e quest’ultima è pronta ad accogliere i propri turisti a braccia aperte in una stagione gravemente compromessa dallo stop degli impianti e dalle limitazioni degli spostamenti tra comuni e regioni.
E’ talmente tanta la voglia di neve, complici anche giornate soleggiate ma fredde, che la montagna arriva in città, proponendo outfit, che fino a poco tempo fa sarebbero stati esclusivi in alta quota, che diventano invece urban style per la loro comodità, performanti e caldissimi, ma anche per un look che tanto ci piace.

Per scoprire alcune delle proposte maggiormente di tendenza e alcuni brand davvero speciali ho intervistato Sara Zucchini di Via Fratelli Lombardi 1, negozio di Brescia a caccia sempre di nuove chicche che abbiano la qualità e i materiali al centro. Vi dico solo che alla fine di questa intervista avrete voglia di indossare una giacca da sci e un paio di stivali imbottiti. Molto prima del 15 febbraio ovviamente.

C’è voglia di montagna ma ancora non possiamo andare sulle piste da sci. Può la montagna venire da noi e diventare urbana?
Certo Chiara, assolutamente. Qualsiasi città Italiana, Europea gode di polmoni verdi. Ideali per fare sport all’aperto o per bellissime camminate. Quest’anno l’inverno è molto freddo e rigido, è l’ideale vestirsi in modo appropriato. I brand artigianali con cui lavoriamo, hanno una proposta stilista ideale per la città, realizzano capi comodi, confortevoli, caldi ed esteticamente stupendi. Inoltre le stagioni della moda ormai sono troppo corte, veloci. Si tende a proporre tanto per poco tempo. Cosi facendo invece, riusciamo ad allungare le stagioni, cercando di proporre un prodotto tecnico e di altissima qualità per molto più tempo. Ritengo che la mia filosofia sia un’ importante opportunità non solo per me che “vendo” ma anche per i brand che “producono”. Infine, così facendo, evitiamo di “saldare” troppo in anticipo e rovinare il mercato. Continua a leggere

Atelier Emé e gli appuntamenti virtuali per le sue spose: l’abito si sceglie con la Bridal Assistant

Quello che nell’ultimo anno le aziende italiane sono state chiamate a fare è di guardare avanti, nonostante tutto, innovarsi e trovare nuovi modi per arrivare ai propri clienti.
E’ infatti cambiata l’esperienza di acquisto così come quella di vendita e tutti i settori sono stati travolti da una vera e propria rivoluzione, che inevitabilmente ha portato anche a un’accelerazione della digitalizzazione.
Ecco allora che anche per l’abito del grande giorno è necessario ripensare a come una sposa può sceglierlo, senza rinunciare ai propri desideri e alle proprie esigenze.
Un po’ per l’obbligo di tenere i negozi chiusi per lunghi periodi, un po’ perchè le nostre abitudini sono radicalmente cambiate, un po’ perchè, quando aperti, gli atelier devono seguire rigidi protocolli di panificazione e di contenimento delle persone presenti in negozio… è diventato indispensabile cambiare e innovarsi.
E’ così allora che un’azienda come Atelier Emé ha pensato di stare al fianco delle proprie spose, offrendo un modo diverso di scegliere il proprio abito dei sogni, lasciando però immutata la qualità del servizio e le principali caratteristiche del suo modo di arrivare al cuore delle clienti. Continua a leggere